mercoledì 7 maggio 2008

Elezioni a Marineo: romantico scambio di vedute tra don Camillo e Peppone


(nb) «Dunque voi, fino a oggi, non v’eravate accorto di quanti voti ho? – pareva che Peppone dicesse. – Non v’eravete accorto che io sono un politico? Sì, sono un politico, che può appartenere a chiunque, ed anche a voi» diceva lo sguardo di lui. E, in quello stesso istante, don Camillo ebbe la sensazione che Peppone, non soltanto poteva, ma doveva essere suo alleato; non poteva essere diversamente. Era una cosa che, in quell’istante, seppe con la stessa sicurezza con cui avrebbe potuto saperla dinnanzi al segretario comunale, in una riunione di giunta seduti fianco a fianco. Come sarebbe accaduta e quando, non lo sapeva; non sapeva neppure se sarebbe stato bene che accadesse; gli si dava a sentire, anzi, che sarebbe stato in qualche modo male. Ma sapeva che sarebbe accaduta.