venerdì 27 giugno 2008

Sapori maschili Made in Sicily: stigghiola per i palati meno raffinati


(nb) La cucina, i sapori, i modi di preparare e consumare il cibo sono segni di un linguaggio attraverso il quale ogni società comunica la propria cultura. Già cucinare un cibo (ad esempio la carne) ci aiuta a distinguere il comportamento umano da quello degli animali, che mangiano crudo. Mentre, la scelta di un certo tipo di carne (poniamo di maiale o di vacca) segna l'appartenenza ad una specifica comunità umana: in questo caso quella cristiana, che la mangia, si differenzia da quella musulmana o da quella induista che la rifiutano. Poi, nell'ambito di una stessa società, le modalità di consumo variano da uno strato sociale all’altro: si pensi ai nobili, ai borghesi, agli operai. Ed anche all’interno dello stesso strato notiamo differenze tra adulti e bambini, tra uomini e donne.
In Sicilia cibo maschile è quello che si mangia per strada, nelle bancarelle, con le mani, accompagnato da litri di birra e vino, caratterizzato dalla sregolatezza, da assordanti rutti e peti, accompagnati da risate collettive. Fumo, odori e sapori forti caratterizzano la cottura di “stigghiola” sul fuoco, serviti da uomini a un pubblico maschile in grado di cibarsi oltre misura e con ostentata noncuranza degli aspetti igienici. Dunque, una modalità di preparazione e consumo che si contrappone alle regole della tavola domestica di dominio femminile.