giovedì 25 settembre 2008

Il futuro della Tarsu in un proverbio siciliano: Si sparagni, sparagni pi Tia


Le novità sono due: la prima è che in questi giorni sta arrivando nelle nostre case e porta gli stessi sintomi dell’influenza (giramenti di testa, nausea, mal di pancia…); la seconda che dal prossimo anno cambierà nome e si chiamerà Tia.
Cos’è la Tia? E’ la Tarsu (Tassa per i Rifiuti Solidi Urbani), detta in gergo Tam (Tassa della Munnizza), rateizzata Tam Tam, che cambia nome per diventare Tariffa di Igiene Ambientale. Attualmente il cittadino paga la Tarsu al Comune, corrispondendo una cifra inferiore all’effettivo costo del servizio. Facendo una ipotesi (non tanto di fantasia) ciò significa che il Comune incassa circa 500 mila euro di Tarsu e scrive nel capitolo di spesa circa 1 milione di euro da pagare all’Ato (Ambito Territoriale Ottimale). Quindi il Comune incassa il 50% dai cittadini e si impegna a versare il 100% del costo reale al consorzio che raccoglie i rifiuti. (continua)