sabato 5 gennaio 2008

Cinque anni di solitudine


Il rapporto tra verità e memoria ci viene rivelato da Garcìa Màrquez nel romanzo Cent’anni di solitudine. Quando gli abitanti di Macondo vengono colpiti da un virus che provoca la perdita della memoria, i cittadini decidono di scrivere il nome di ogni cosa con le relative istruzioni d’uso: “Questa è la vacca, bisogna mungerla tutte le mattine per fare il latte...”. Persino un atto di fede viene solennizzato con un grande cartello messo in mezzo alla piazza e ricorda: “Dio esiste!”. E’ la scrittura, dunque, che salva il villaggio di Macondo dal pericoloso virus che annulla la memoria. La verità delle cose ha, quindi, il suo unico supporto nella memoria dell’uomo, sostenibile con la scrittura.
“…su tale linea, la nostra comunità dovrà essere informata in maniera dettagliata delle decisioni prese attraverso il potenziamento del sito Internet del Comune e del Bollettino comunale di informazione che dia anche voce alle istanze della cittadinanza, alle associazioni ed al mondo degli emigrati” [Dal programma di Ciro Spataro - Bollettino comunale n.3, maggio 2003] .
Il Bollettino è stato poi soppresso, e ora gli amministratori cominciano ad accusare vuoti di memoria.
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