sabato 8 maggio 2010

La strage di Portella della Ginestra nella ricerca di Giuseppe Casarrubea


di Francesco Virga
Per Simone Weil la perdita della memoria è una delle più grandi tragedie del nostro tempo.
Ma, tra tanta incuria e smemoratezza, c’è ancora chi si ostina a non dimenticare. Giuseppe Casarrubea è uno di questi. Dopo le ricerche svolte sui Fasci Siciliani dell’800 e sulla mafia, lo studioso ha concentrato la sua attenzione sull’ultimo dopoguerra, scrivendo saggi originali sulla Strage di Portella del 1 maggio 1947, sul bandito Giuliano e sul ruolo che hanno avuto i Servizi Segreti nella storia della nostra Repubblica. Per questi suoi ultimi lavori lo studioso ha dovuto anche difendersi in Tribunale dall’accusa di avere diffamato, a mezzo stampa, un Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri in pensione. Il fatto, una volta tanto, non è passato inosservato; anche la stampa nazionale ha dato rilievo alla notizia e Casarrubea ha ricevuto attestati di stima e di solidarietà da più parti. Alla fine la vicenda giudiziaria si è conclusa positivamente per lo storico, anche se rimane l’amaro in bocca pensando che la ricerca della verità ancora oggi è ostacolata, oltre che dai poteri occulti, dalla stessa legislazione vigente. (continua)