venerdì 12 marzo 2010

Impianti sportivi a Marineo: il deserto tra giochi politici e incapacità?


di Nuccio Benanti
MARINEO. Il consiglio comunale ha revocato la delibera n.85 del 9 dicembre, che autorizzava il Comune a contrarre un mutuo con l’istituto di credito sportivo.
Come tutti i cittadini sanno, in paese ormai da tempo non esistono più strutture sportive, per cui i giovani sono costretti ad andare fuori anche per giocare una partita di calcetto. Lo scorso 15 dicembre, il sindaco Franco Ribaudo aveva annunciato una prima drastica soluzione al problema: il reperimento di 600 mila euro, di cui 450 mila da contrarre tramite il credito sportivo, e altri 150 mila attraverso il riutilizzo di residui di mutui attivati presso la cassa depositi e prestiti. La proposta del primo cittadino aveva inoltre ottenuto il parere favorevole di tutti i funzionari e del segretario comunale. Il 30 novembre, però, scadeva il termine per l'assestamento di bilancio, per cui occorreva inserire anche la voce “mutuo da contrarre”. Ma nessuno tra amministratori e impiegati si erano ricordati di farlo. Così, quando a dicembre la proposta era arrivata in aula consiliare, la minoranza del Pdl (anticipando l’ultima direttiva di Silvio sulle regionali in Lazio e in Lombardia: se la forma è sostanza, il cavillo è un pretesto!) aveva prontamente contestato la legittimità dell'atto. A seguire, i funzionari ed il segretario avevano ritirato quel parere favorevole. Insomma, un castello di carte costruito sulla sabbia e destinato a crollare con un pffffffff. Infatti, in quell’occasione i consiglieri Di Scafani e Quartuccio si erano astenuti, la minoranza aveva logicamente votato contro, mentre il resto della maggioranza (non sapendo né leggere né scrivere) aveva deliberato l'atto di fede. Oggi sappiamo anche che l’istituto di credito sportivo quel mutuo, almeno per quest’anno, non lo concederà. Mentre il sindaco continua a credere che in estate andremo tutti a giocare in quel campo di calcetto. Ma giocare a cosa?