lunedì 17 agosto 2009

Arrivano i francesi!


di Giovanni Perrone
L’ho colto sul fatto! Stava proprio gettando nell’improvvisata e deprecabile discarica a metà strada tra Marineo e Godrano, al bivio per la Base scout della Massariotta, del materiale.
Non so come si chiama, né ho osato chiederglielo. “Perché? – gli ho domandato timidamente - aggiungere altra schifezza?” “Arrivano i francesi! Non posso tenere a casa cose vecchie ed inutili. Mia moglie sta facendo grandi pulizie per accogliere gli ospiti”, la sua pronta risposta. “Anzi, lei, direttu’, chi li canusci, nun ci può diri di purtarini sordi. Stu gimillaggiu si non porta turismo e dinari a chi servi?”. “Ma tu nun travagghi?”, domando.”Sugnu a lu voscu e cu la disoccupazioni e autri travagghi nun mi pozzu lamintari. Ma, li me figghi chi hannu a fari?”, mi risponde. Ed aggiunge: “Po’ sacciu ‘ca vennu puru l’americani e chiddi di santu Ciru… Li francisi su ricchi. Chiddi chi eru a santa Siculeni dicinu ‘ca lu paisi pari un salottu: tuttu pulizia e ciuri!”
Di contro, i numerosi gruppi scout provenienti da varie parti d’Italia, che transitano dalla Massariotta, continuano a chiedermi il perché di tanta sporcizia in giro e delle discariche a cielo aperto. Tornando dal recente viaggio in Turchia alcuni nostri concittadini hanno dovuto constatare che “cosi di turchi!” bisogna dirlo nella nostra Sicilia e non in Turchia, ove si sta velocemente sviluppando il turismo grazie alla capacità di investire il denaro pubblico. “C’erano ovunque pulizia e fiori!”.
Siamo tanto abituati al “pacco dell’America”, al sussidio di disoccupazione da abbinare al lavoro nero, alle varie forme di assistenza, alla maniacale pulizia in casa e alla sporcizia sparsa per le strade da non accorgerci che sviluppo, turismo, soldi non possono venirci dagli altri, ma da noi stessi. Per vari motivi (anche clientelari) si preferisce distribuire assistenza, impegnare i giovani in lavori che non insegnano a lavorare (castrandoli intellettualmente nel periodo in cui dovrebbero essere aiutati a sviluppare capacità imprenditoriali), sovraccaricare le amministrazioni pubbliche di persone che non sanno cosa fare, utilizzare le risorse europee per creare assistenza e non lavoro. Facciamo proclami antimafia senza accorgerci che la mentalità mafiosa si annida anche nelle varie forme di pizzo che talora siamo costretti a pagare per avere qualche aiuto; abbiamo difficoltà a valorizzare le numerose risorse umane e materiali presenti nel territorio. Tanti nostri giovani si trascinano sino alle prime luci dell’alba tra un bicchiere ed uno spinello per potere poi alzarsi a mezzogiorno; mezzo Marineo sta cadendo a pezzi e le case costano carissime; stiamo sempre in giro con le nostre auto e le posteggiamo selvaggiamente; produciamo (in proporzione) il doppio di spazzatura della ricca Brescia… E poi parliamo di turismo e lavoro, aspettando che siano gli altri a risolvere i problemi che creiamo noi stessi.
La grande sfida per noi è passare dalla logica assistenziale a quella del vero lavoro e dell’imprenditoria, alle tasse pagate da tutti e all’impegno di ciascuno per rendere più bello il nostro paese. E’ una sfida di cui tutti siamo responsabili!
Sicuramente accoglieremo i francesi, gli americani e gli amici di Atena Lucana con la nostra tradizionale e calda ospitalità che ci onora; amministrazione e congregazione stanno facendo del loro meglio pur con limitate risorse. Senza un impegno comune che ci porta a cambiare mentalità anche i festeggiamenti saranno una forma di assistenza da consumare. Che, come tante sagre, farà consumare tante risorse ma lascerà tanti nostalgici ricordi e nulla più.
Non illudiamoci, i gemellaggi non possono portare soldi ed assistenza. Possono aiutare a riflettere e a creare nuove mentalità e durature amicizie. Perciò hanno grande validità. Cambiare mentalità, però, non è facile. Richiede un coraggioso impegno di ciascuno e di tutti. Dobbiamo chiedere a San Ciro che ci aiuti a divenire dei buoni cittadini per poter essere dei buoni cristiani.
Grazie, perciò, agli amici sigolenesi per questi venticinque anni trascorsi insieme. Tra l’altro ci aiutano a capire che un paese può divenire sempre più bello e più accogliente (in tal senso ho constatato di persona, anno dopo anno, la capacità dei sigolenesi). Esprimiamo gratitudine a quanti l’hanno voluto e l’hanno saputo portare avanti.
A tutti gli ospiti, oltre a dare il nostro affetto, offriamo un paese più pulito, più ordinato, più bello.
A proposito, una buona pulizia e verniciatura alla statua di Sainte Sigoléne e una accurata pulizia della pavimentazione della piazza antistante la madrice non guasterebbero.