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03 maggio 2009
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Il paese è situato a ridosso della valle del fiume Eleuterio. Il centro abitato è sovrastato da una imponente rupe, la Rocca, detta anche Dente canino della Sicilia o Tomba di Polifemo. Il castello, che rappresenta il maggiore monumento storico del luogo. Potenziali fonti di sviluppo turistico sono anche le tradizioni popolari, in gran parte legate agli appuntamenti religiosi dell'anno. (leggi)
Di là partimmo per Marineo; la strada è faticosa per le eterne salite e discese. Giuseppe Capuzzi, lombardo, uno dei Mille della prima ora, partito con Garibaldi e Bixio da Quarto alla volta di Marsala, narra nel suo diario (La Spedizione di Garibaldi in Sicilia. Memorie di un volontario) le vicende della spedizione, fino a poco dopo la "presa" di Palermo. Riporto le note del 25 maggio 1860, giornata trascorsa dai garibaldini a Marineo per rifocillarsi. (leggi)
La vicenda umana di un instancabile animatore di feste. La struttura dei suoi palloni aerostati era realizzata con “ferrufilatu”, sul quale Pietro sistemava della fragilissima carta velina colorata, su cui in precedenza aveva disegnato “i stiddi, u suli, a luna...” (leggi)
La comunità parrocchiale di Marineo ha una storia lunga 453 anni. In quest'arco di tempo si sono succeduti ventidue parroci. Dopo la fondazione di Marineo, nel 1556, per volontà del marchese Giliberto Bologna, i monaci dell'abbazia di Santa Maria del Bosco eressero un monastero presso l'attuale chiesa del SS.Crocifisso. La guida pastorale della nuova comunità venne affidata a quattro padri olivetani. Fu il sacerdote Antonino Giliberto, che "si dedicò con sacrificio all'organizzazione della nascente chiesa", il primo parroco di Marineo, dal 1573 al 1605. (leggi)
Si aggiunge un'importante tessera al grande e policromo mosaico della produzione saggistica marinese avente per oggetto il santo patrono. Una prima sezione del libro narra della terrena esistenza del medico Ciro e delle vicende che condussero dopo il martirio il suo teschio da Alessandria d'Egitto fino a Marineo. Nella seconda parte si narra come, nelle maleodoranti stive dei bastimenti, San Ciro condusse per mare migliaia di marinesi fino al nuovo mondo, inseguendo sogni di benessere e riscatto sociale. Infine l'ultima diaspora da New York al New Jersey.
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Ascoltando la voce di Gesù vendette i suoi buoi e si ritirò in eremitaggio. Fu il superiore dell’eremo di S.Maria della Daina a Marineo. San Benedetto nacque a San Fratello nel 1524 e morì a Palermo il 4 Aprile 1589. Subito dopo la sua morte i francescani lo portano nelle Americhe per convertire gli schiavi africani che la tratta negriera conduceva nelle piantagioni e nelle miniere. (leggi)
Il proverbio è stato raccolto da Giuseppe Pitrè a fine Ottocento. Rappresenta l’opposizione acqua vs vino, quindi natura vs cultura, volendo rappresentare una località povera di risorse naturali, ma ricca di sapere. O se preferite: ad influenza ellenica. (leggi)
Gli autori hanno saputo utilizzare osservazioni che derivano da uno sguardo antropologico, capace di andare alla radice dei fenomeni. In America i club sostituiscono il paese di origine in quanto danno la possibilità di incontrare amici e conoscenti, discutere problemi comuni (lavoro, casa, viaggio), servono a “indirizzare la nostalgia”, consentono ai maggiorenti di essere insigniti di onorificenze altisonanti. (leggi)
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