martedì 3 marzo 2009

Marineo, raddoppiata la tassa sui rifiuti: alla faccia del caciocavallo


Prima l’abbuffata di chiacchiere di (e non solo di) carnevale, poi l’atto solenne conclusivo che ha visto il sosia del primo cittadino sfilare in maschera per le vie del paese, con tanto di racchetta e di cartello che declamava “W Franco”. Quel cartello è importante, perché riporta alla nostra memoria gli abitanti di Macondo che, colpiti da un virus che provocava la perdita della memoria, avevano ingegnosamente deciso di scrivere in piazza il nome di ogni cosa con le relative istruzioni d’uso, onde si leggeva: “Questa è la vacca, bisogna mungerla tutte le mattine per fare il latte...” E così via...
Quindi, per tornare a Marineo (che poi non è tanto dissimile dal paese di Marquez), il carnevale è servito almeno a qualcosa: a ricordarci solennemente che abbiamo un sindaco, che gioca a tennis anche se il paese non ha strutture sportive: un miracolo della politica! Ma, finita l’euforia del carnevale e ripassata a mente serena la geopolitica (o se preferite, la geopropaganda) adesso, che siamo entrati in quaresima, si cambia registro. Non è più tempo di farse e saranno dolori per tutti, soprattutto per quei cittadini che avranno difficoltà a pagare la prossima bolletta dei rifiuti. Infatti, quel sindaco tanto acclamato ha pensato bene (con delibera 18 del 25 febbraio, giorno di inizio del tempo quaresimale) di aumentare la Tarsu del 100%, ovviamente in sordina e senza preavvisare chi ha il cuore debole e le tasche vuote.
Quel sindacalista che qualche anno fa aveva sfilato (ma non per carnevale) assieme alle casalinghe per andare a protestare nell'aula consiliare contro il “caro munnizza”, adesso si ritrova (ironia della sorte) sul fronte opposto, a difendere il "caro governo", ossia gli interessi di una classe dirigente sempre più strategica, reazionaria e fallimentare, che ha definitivamente perso il contatto con la realtà e con i propri cittadini (momenti festivi e zabbinate collettive escluse, ovviamente). Per dirla col principe de Curtis: "Alla faccia del caciocavallo".