martedì 3 febbraio 2009

Culto di san Ciro, il parroco di Vico Equense indica il paese di Marineo come "modello da seguire"


Una tradizione antichissima, grazie alla vicinanza con Napoli. Eppure, il parroco di Vico Equense lancia l'idea di un gemellaggio con Marineo, per seguire un comune percorso di fede.
Il culto dei santi Ciro e Giovanni è antico a Vico Equense. I due martiri sono sempre celebrati insieme. In quella città, la tradizione vuole che a portare a spalla le statue del Medico di Alessandria e del Soldato di Emessa siano i pescatori, a piedi nudi. Il culto dei due martiri è molto sentito: in occasione dei festeggiamenti di fine gennaio si distribuisce l’olio di san Ciro per ungere gli ammalati.
Eppure, tutto questo non basta ancora al parroco di Vico Equense, don Fabio Savarese, che quest’anno dal pulpito ha indicato Marineo come modello da seguire. Don Fabio ha lanciato, infatti, la proposta di un gemellaggio con il nostro paese: «I nostri amici siciliani – ha riportato il giornale Il Mattino di Napoli - festeggiano San Ciro con una encomiabile partecipazione popolare. Intraprendere un comune percorso di fede potrebbe arricchire la nostra comunità e darle lo stesso entusiasmo testimoniato dai pescatori».
Il parroco della chiesa dei santi patroni nel 2003 festeggiò in modo memorabile i 1700 anni del martirio dei santi Ciro e Giovanni. Adesso ha fatto anche realizzare un busto argenteo di san Giovanni, opera dell´argentiere Enrico Cuomo di Napoli, per custodire alcune reliquie del soldato martire, che verranno donate dalla chiesa del Gesù Nuovo di Napoli. Un modo per equiparare, anche in questo aspetto devozionale, il destino di Giovanni di Edessa a quello di Ciro, le cui ossa, donate dai gesuiti nel XVII secolo, sono portate in processione la terza domenica di agosto, proprio come a Marineo.