venerdì 14 marzo 2008

In Tibet ancora repressioni e violenze della Cina sui monaci buddisti


In occasione dell’anniversario della rivolta del 1959 che si concluse con la fuga all’estero del Dalai Lama, a Lhasa, la capitale del Tibet, centinaia di manifestanti hanno organizzato lunedì e martedì una protesta anticinese che sta assumendo oggi, dopo la repressione dei giorni scorsi e l’assedio odierno dei tre principali monasteri del Paese, i contorni di una vera sfida alle autorità occupanti di Pechino. La capitale Lhasa, secondo Radio Free Asia (Rfa), un’emittente di opposizione finanziata dagli americani, è stata trasformata in un campo di battaglia, con alcuni morti tra i manifestanti, sparatorie e scontri di piazza. È la più violenta manifestazione anticinese mai registrata negli ultimi 20 anni in questa regione nel nord-ovest da anni in lotta contro l’occupazione cinese.
Fonte: panorama