
sabato 21 febbraio 2009
venerdì 20 febbraio 2009
Ignazio Buttitta, poeta di piazza

di Leonardo Sciascia
Vittorini raccontava di quando lui e Mezio, giovanissimi, incontrarono per la prima volta Francesco Lanza: alla stazione di Catania, tra un treno e l'altro, in una giornata di stagnante e fosca calura. In prima, ne ebbero una delusione: nel fisico, nel modo di vestire, nel bagaglio che si portava appresso, nel parlare, Lanza non parve loro un poeta. Ma ad un certo punto lo riconobbero e identificarono come tale: e fu quando Lanza, indicando un alberello, disse: "basterebbe che quei rami si muovessero appena..." per dire dell'afa che stavano soffrendo, del desiderio che l'aria si muovesse e che un leggero réfolo desse refrigerio alle persone e alle cose. Con Ignazio Buttitta non c'era da aspettare: la sua presenza era immediatamente quella del poeta: nel fisico, nello sguardo, nel movimento di togliersi e rimettersi gli occhiali o di portarseli sulla fronte (un movimento che sembrava adeguarsi non ad una esigenza puramente oculistica, ma a un vedere interno, a un rapporto con le cose interiormente scelto, a una collocazione di esse in una prospettiva ad ogni momento inventata e rinnovata); e in tutto quello che diceva, in tutto quello che raccontava, di sè e degli altri, di Bagheria e del mondo, delle cose di ogni giorno, del libro che aveva appena letto, di una conversazione col cocchiere di piazza a Palermo o col grande poeta Mosca, dell'incontro con un vecchio contadino o con un professore o con un mafioso: tutte le cose straordinarie che gli capitavano. (continua)
Vittorini raccontava di quando lui e Mezio, giovanissimi, incontrarono per la prima volta Francesco Lanza: alla stazione di Catania, tra un treno e l'altro, in una giornata di stagnante e fosca calura. In prima, ne ebbero una delusione: nel fisico, nel modo di vestire, nel bagaglio che si portava appresso, nel parlare, Lanza non parve loro un poeta. Ma ad un certo punto lo riconobbero e identificarono come tale: e fu quando Lanza, indicando un alberello, disse: "basterebbe che quei rami si muovessero appena..." per dire dell'afa che stavano soffrendo, del desiderio che l'aria si muovesse e che un leggero réfolo desse refrigerio alle persone e alle cose. Con Ignazio Buttitta non c'era da aspettare: la sua presenza era immediatamente quella del poeta: nel fisico, nello sguardo, nel movimento di togliersi e rimettersi gli occhiali o di portarseli sulla fronte (un movimento che sembrava adeguarsi non ad una esigenza puramente oculistica, ma a un vedere interno, a un rapporto con le cose interiormente scelto, a una collocazione di esse in una prospettiva ad ogni momento inventata e rinnovata); e in tutto quello che diceva, in tutto quello che raccontava, di sè e degli altri, di Bagheria e del mondo, delle cose di ogni giorno, del libro che aveva appena letto, di una conversazione col cocchiere di piazza a Palermo o col grande poeta Mosca, dell'incontro con un vecchio contadino o con un professore o con un mafioso: tutte le cose straordinarie che gli capitavano. (continua)
giovedì 19 febbraio 2009
Chi sono i vandali? Dove sono state portate le pietre del Calvario?

Quando un cittadino, in un momento di sana follia, decide di prelevare una piantina dalle pubbliche aiuole per ripiantarla, riconsegnarla a nuova vita, nel suo deserto triste desolato balcone, allora i politici e i pecoroni di turno, tutti assieme additano allo scandalo, alla offesa alla morale, alla mancanza di senso civico: ci sono i vandali, è colpa delle famiglie, non c’è più religione!
Quando, invece, il maestro e l’apprendista, alias la mezzacazzuola ma interostipendio e il genio incompreso ma geniocivile, in un momento di sana maestranza, alle pubbliche dipendenze, decidono di ripristinare le pietre divelte nella salita del Calvario, usando distensivo e rilassante cemento in luogo della pesante e grave pietra, prima i politici e poi i pecoroni di turno (che fanno pure politica) non additano allo scandalo, non alla offesa alla morale, non alla mancanza di senso civico o estetico. Poiché "si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio".
Quando, invece, il maestro e l’apprendista, alias la mezzacazzuola ma interostipendio e il genio incompreso ma geniocivile, in un momento di sana maestranza, alle pubbliche dipendenze, decidono di ripristinare le pietre divelte nella salita del Calvario, usando distensivo e rilassante cemento in luogo della pesante e grave pietra, prima i politici e poi i pecoroni di turno (che fanno pure politica) non additano allo scandalo, non alla offesa alla morale, non alla mancanza di senso civico o estetico. Poiché "si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio".
mercoledì 18 febbraio 2009
Eolo, re dei venti, indagato per un soffio sulle pale della mafia

I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. È quanto emerge dall’inchiesta che ha portato all’arresto di politici trapanesi e imprenditori, tra cui uno di Trento. Secondo l’inchiesta Eolo, condotta da polizia e carabinieri, famiglie mafiose legate al boss Matteo Messina Denaro avrebbero messo le mani sul meccanismo che porta alla realizzazione dei parchi eolici che gode di forti incentivi pubblici. Tra le amministrazioni comunali coinvolte c’è quella di Mazara del Vallo, uno dei comuni siciliani che sta spingendo di più per gli investimenti sull’eolico.
martedì 17 febbraio 2009
Marineo: la farsa... e sul più bello arrivavano in piazza altri mascarati

di Franco Vitali
Era un pomeriggio di febbraio come tanti altri e davanti al “monumento” gli anziani erano riuniti in piccoli gruppetti intenti a chiacchierare delle vicende sempre disastrose, a loro detta, della vita dei campi e della pioggia che non voleva arrivare; in un angolo Ciruzzu vendeva, raccolti a piccoli mazzetti, i suoi “sparaci”, un altro invece “abbanniava” i suoi “finocchi pi la pasta”. Ad un tratto spuntavano due strani personaggi a braccetto, con maschere strane e vestiti in modo curiosissimo : da uomo l’uno, da donna l’altro. Si fermavano al centro del monumento e cominciavano a recitare una strana farsa in cui la donna simulava le doglie del parto ma che si concludeva invece con una sana evacuazione in un vecchio “cantaru” che il marito aveva amorevolmente approntato per la moglie! (continua)
domenica 15 febbraio 2009
sabato 14 febbraio 2009
Marineo, a carnevale serate all'insegna del diverimento e della solidarietà

Per il carnevale 2009, sabato 21 e martedì 24 febbraio, alle ore 21, presso il Parco Robinson di Marineo, si terranno due feste danzanti all’insegna della solidarietà.
Animeranno le serate il Duo Zuccaro e la Max Potamo Band, con la partecipazione straordinaria dei ragazzi della Marineo Breakdance. Si tratta di una iniziativa di Marineosolidale onlus in collaborazione con il Cesvop. I fondi raccolti serviranno a finanziare due progetti in Burkina Faso: il progetto scuola a Dorì (rivolto alla scolarizzazione dei bambini della città africana) e il progetto per i disabili a Donsé (alfabetizzazione, acquisto attrezzature, aiuto alla mobilità, microcredito per l’agricoltura).
Marineosolidale onlus
venerdì 13 febbraio 2009
Teatro del Baglio di Villafrati: il programma della rassegna 2009

Torna per il quarto anno consecutivo la rassegna “Alle parole nostre”, al teatro del Baglio di Villafrati.
Due mesi e mezzo di appuntamenti – dal 14 marzo al 30 maggio – e dieci spettacoli in cartellone: si apre il 14 con una prima assoluta: La Gattoparda di Miriam Palma. La manifestazione è organizzata dal Teatro del Baglio, con il sostegno dell’assessorato al Turismo e Spettacolo della Provincia regionale di Palermo e il contributo della Regione, Assessorato Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione e Assessorato al Turismo. L’abbonamento a 10 spettacoli è 40 euro, ridotto 25 euro.
giovedì 12 febbraio 2009
Israele apre le frontiere di Gaza per i fiori di San Valentino

Consentito l'invio di 25 mila fiori in Olanda. Ma il grosso della produzione sarà usato come mangime per le greggi.
Le prime esportazioni in partenza dalla striscia di Gaza da oltre un anno sono circa 25.000 fiori che saranno spediti in Europa in occasione della festa di San Valentino. Il portavoce militare israeliano Peter Lerner ha annunciato che il governo ha deciso di allentare il blocco su Gaza per 25 mila garofani su richiesta del governo olandese e degli stessi agricoltori della zona. Lerner ha però precisato che questa decisione deve essere considerata un atto isolato e non implica alcun cambiamento nella politica di Israele a Gaza. Si tratta, del resto, di una piccola frazione della produzione complessiva e molti coltivatori hanno dichiarato ai giornalisti che non resta loro altra scelta che usare i fiori come alimento per le greggi.
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