martedì 6 dicembre 2011

I libri della Biblioteca di Marineo: Guerra e Pace di Lev N. Tolstoj


di Nuccio Benanti
MARINEO. Il romanzo Guerra e Pace di Lev N. Tolstoj è stato definito la più grande opera della letteratura narrativa russa e una delle più grandi della letteratura europea del secolo XIX.
Dopo il 1814 i russi entrano «in contatto diretto con la vita sociale e intellettuale dei popoli occidentali; e assieme ad un nuovo bagaglio culturale, essi finiscono per assorbire le idee politiche di impronta liberale» (Brogi Bercoff: 343). Tolstoj sceglie, non a caso, l’ambientazione in epoca napoleonica, poiché è in questo periodo che la popolazione del suo paese comincia a costruire la propria identità. L’invasione condotta da Napoleone si scontra con la difesa del generale Kutusov: una resistenza passiva, tipicamente russa, in cui le forze della natura e il territorio giocano un ruolo decisivo sull’esito finale dello scontro. Resistenza passiva, dicevamo, perché Tolstoj (caposcuola pacifista) è convinto che un grande condottiero non abbia sufficiente forza per modificare gli ingranaggi complessi della storia: tanto meno con la guerra, con la violenza, con la distruzione, con la morte. Lo scontro di Austerliz, la cosiddetta battaglia dei tre imperatori, inizia con una metafora davvero singolare: «Come nel meccanismo dell’orologio, così nel meccanismo dell’esercito in guerra, il movimento, una volta dato, è allo stesso modo inarrestabile fino all’estremo risultato» (Tolstoj: 333). Dove, il lento spostarsi della lancetta della storia è dato dall’insieme «di tutte le passioni, i desideri, i pentimenti, le umiliazioni, le sofferenze, gli eccessi d’orgoglio, di paura, d’entusiasmo di quegli uomini». (continua)