mercoledì 22 agosto 2012

Uno studio sull'allestimento del museo Etnoantropologico di Marineo


di Provvidenza Cuccia
MARINEO. L’interesse per gli oggetti di cultura materiale, l’esigenza di pensare ad una ri-funzionalizzazione degli stessi, all’interno dei musei etnoantropologici, nasce dalle numerose riflessioni intrattenute con i docenti del Master Universitario di II livello “La memoria della mano. Tutela e marketing dei prodotti artigianali e delle arti popolari”.
In questi mesi, costruttivi sono stati i moduli di cultura materiale, d’archiviazione, catalogazione e musealizzazione dei beni culturali; produttiva è stata l’esperienza di progettazione d’aula e le lezioni frontali tenute dai prof. Gabriella D’Agostino, Piercarlo Grimaldi, Giuseppe Aiello, Davide Porporato, Mario Turci, Alfonso Provvidenza, Alessandro Cederle e Maria Stassi. Attraverso questi strumenti, è stato possibile rivolgere uno sguardo critico verso le realtà museali che ci circondano e dopo sette anni si è ripresentata l’occasione di ritornare sulla strada della mia prima ricerca sul campo, tenutasi nel paese di Marineo. Quest’attiva comunità dell’entroterra palermitano, da diversi anni è impegnata nella valorizzazione e fruizione del proprio patrimonio culturale materiale e immateriale. Una delle prime riflessioni risale al 5 ottobre del 1980, giornata in cui si tenne una Conferenza cittadina che ebbe per tema “I beni culturali a Marineo”. Il Convegno getta le basi per pensare e sviluppare un museo etnoantropologico a Marineo. Da quell‟anno in poi, molto si è lavorato, in tal senso, fino ad arrivare al 12 aprile del 2011, giornata in cui presso il Castello Beccadelli si è discusso del “Restauro dell’ala nord del castello e dell’allestimento del museo etnoantropologico”. Questa è stata l’occasione per sensibilizzare le autorità presenti sull’importanza di una corretta gestione e fruizione partecipata del bene monumentale marinese, soprattutto per implementare le condizioni di uno sviluppo socio economico della nostra comunità e per lo sviluppo turistico e culturale del territorio. Dopo questo incontro, sono state avviate tutte le procedure per il restauro, ancora in corso, del Castello Beccadelli e per lo sviluppo di un’idea di allestimento e fruizione che valorizzi l’importante collezione di Salvatore Pulizzotto, al fine di creare il tanto atteso museo Etnoantropologico a Marineo. Il nucleo centrale della tesi di fine master è un’ipotesi d’allestimento della sezione etnoantropologica del Museo nel Comune di Marineo. Nello specifico, l’allestimento da me proposto si compone di due allestimenti temporanei rappresentanti i cicli del mondo-rurale contadino e le botteghe dell’artigiano, a questi, seguono altrettanti laboratori didattici attivi sensoriali. A seguire è proposto un allestimento permanente con oggetti seriali, denominato “Il Visibile e l’Invisibile degli oggetti” ed infine, un allestimento che ha per tema lo sviluppo della genealogia del possessore dell‟oggetto.