domenica 5 aprile 2009

Le ore della Passione


Maestro, Maestro dei canti, Maestro delle parole non dette, sette volte sono nato, sette volte sono morto dal tempo della tua visita fugace, dal tempo del tuo effimero venire. E guarda, ora vivo di nuovo a ricordare un giorno e una notte tra le colline, quando ci sollevava la tua marea.
Maestro, Maestro dei canti, Maestro delle parole non dette, i tuoi amici sono ancora con noi: culla e conforto. Forza e vigore ci danno i tuoi nemici.
Tua Madre è con noi; ho contemplato la luce del suo volto nel volto di tutte le madri; il dolce tocco della sua mano dondola culle di bimbi; avvolge sudari, il delicato tocco della sua mano.
E Maria Maddalena è ancora in mezzo a noi. Colei che prima libò l’aceto della vita, e solo tardi ne assaporò il vino.
E Giuda, l’uomo del dolore e delle ambizioni meschine, anche lui percorre la terra, ed anche ora, quando la sua fame non può saziarsi d’altro, dilania la preda di se stesso. E devastandosi, fruga tra le fibre, per trovarsi l’anima.
Ed ecco Giovanni, la cui giovane età amava la bellezza. E canta Giovanni, ma non è ascoltato.
E Simon Pietro, l’impetuoso, colui che ti rinnegò perché per te doveva vivere più a lungo, siede come gli altri intorno al nostro fuoco. Potrebbe rinnegarti ancora, Pietro, prima dell’alba di un altro giorno, eppure per te si farebbe crocifiggere, sentendosi indegno dell’onore della croce.
E Caifa e Anna vivono ancora il loro giorno, giudicando colpevoli e innocenti; dormono sui loro letti di piume, mentre colui che hanno appena giudicato geme sotto i colpi della sferza.
E persino Ponzio Pilato è qui. Ti teme ancora e ancora ti interroga, ma non osa rischiare la sua posizione, non osa sfidare un popolo straniero, e ancora se ne lava le mani. E oggi ancora Gerusalemme gli sostiene il bacile mentre Roma gli reca la brocca. E in esse mille, mille e mille mani invocano un lavacro di purezza.
Maestro, Maestro di poesia, Maestro di parole cantate, Maestro di parole pronunciate, sette volte sono nato, sette volte sono morto; ed ecco ora vivo di nuovo e ti guardo… guerriero tra i guerrieri… poeta dei poeti… Re al di sopra dei re… nudo fino alla cintola tra i compagni di viaggio.
Maestro, Maestro di Luce, i cui occhi guidano le dita annaspanti dei ciechi, sei ancora disprezzato e schernito: Uomo troppo debole e incerto per essere Dio... Dio troppo uomo per essere adorato… Poeta… Cantore… Cuore grande… possa Iddio benedire il tuo nome… e il grembo che ti ha portato… e il seno che ti ha dato il latte. E possa Iddio perdonare noi tutti.