martedì 3 maggio 2011

A 10 anni dall'attacco terroristico, la morte di Osama Bin Laden


di Ciro Guastella
NEW YORK. Per l’America questo è un momento di celebrazione ed orgoglio nazionale. A distanza di quasi 10 anni questo è il momento di dolce retribuzione, l’unica giustizia che l’America potesse dispensare per il più atroce atto inflitto in territorio nazionale.
Osama Bin Laden è morto e secondo il Presidente Obama l’unica vita che si poteva togliere ad un assassino che con gioia ha inflitto tanto dolore a tanta gente l’11 settembre del 2001 e ad altra gente in altre occasioni, l’uomo che ha comandato senza tregua minacciose azioni contro la civiltà umana. C’è soddisfazione nel saperlo morto e c’è un messaggio per il malefico, ed è che l’America ha ricordato, continuato a perseguire, ed è prevalsa. Ha determinato un piano di battaglia ed è stato eseguito. Appena si è saputa la notizia, molti cittadini spontaneamente si sono riuniti all’esterno della Casa Bianca e nelle strade di New York. Con entusiasmo e patriottismo velato dal dolore che avevano provato nei loro cuori. Da lungo tempo Osama Bin Laden aveva dichiarato Guerra agli Stati Uniti per il ruolo che conduce nel mondo libero. Osama era la faccia radicale e fanatica dell’Islamico con sete di sangue. Era il suo capo, la sua ispirazione, il suo sarcastico eroe. La sua morte a seguito di una battaglia a fuoco fu inflitta in una giusta Guerra. Un segnale vittorioso in un incontro con il diabolico e demente. Per i partigiani di odio, Bin Laden era la figura carismatica, che veniva idolizzata e seguita e che mobilitava da lontano complotti e sanguinosi attacchi a volontà. Fu l’architetto che causò la morte di quasi 3000 persone solamente perchè erano cittadini residenti in una Nazione che accoglie tutte le Religioni, Razze e Colori e da loro l’opportunità di successo, una Nazione che accoglie Donne ed Uomini, Ebrei, Cristiani, Musulmani ed Atei. God Bless America!