martedì 6 marzo 2012

Tradizioni popolari a Marineo: la salute come equilibrio complessivo


di Nuccio Benanti
MARINEO. Diversi studiosi hanno messo in luce come nella cultura tradizionale popolare siciliana vi sia una stretta relazione fra corpo, ambiente e malattia: la salute è conseguenza di un equilibrio complessivo.
In tal senso, "lu scantu”, in quanto modificazione di un equilibrio iniziale, può essere all’origine di diverse "malattie". A Marineo la cura per "tagghiari lu scantu" viene ancora oggi praticata da terapeuti tradizionali ed è suddivisa in due fasi: la diagnosi e il trattamento. Gli strumenti utilizzati sono: un legnetto, un bicchiere d’acqua, una tazzina da caffè, olio e aglio e, infine, la forza della parola. Per scoprire se il paziente è colpito da "scantu", lo specialista usa la tazzina unta ai bordi di olio e aglio: se questa resta aderente allo stomaco del paziente, significa che al suo interno sono presenti i "vermi da scantu", il cui equilibrio è stato alterato dalla scossa causata dallo spavento. L’incantesimo consente di placare queste presenze nocive. Il legnetto utilizzato è dotato di poteri speciali. L’operatore fa dei segni di croce sulla bocca, sulla fronte, sulle spalle e, infine, sullo stomaco del paziente, dove preme con più forza. Poi getta il legno dentro un bicchiere d’acqua, mentre ammalato e curatore recitano assieme una preghiera. Lo spavento si materializza nelle bollicine che usciranno dall’acqua. Quindi, lo spaventato ne beve un sorso e il resto viene gettato fuori casa. L’operazione viene ripetuta per tre volte. Alla terza seduta terapeutica, infatti, il legnetto non emetterà più bollicine. La formula scongiuratoria viene recitata sottovoce perché è segreta: custodita gelosamente, può essere rivelata solo a fine attività, cioè quando una persona anziana consegna il rituale e il legnetto ad un nuovo operatore. La formula è composta da due parti: l’exemplum mitico e la parte liberatoria.