domenica 20 marzo 2011

Articolo su Repubblica: I politici siciliani e il dovere dell'onestà


di Rosario Giuè
Quando spiego agli studenti di quinto anno delle scuole secondarie superiori i diritti e i doveri dei parlamentari, dico loro che i rappresentanti del popolo ricevono anche un' indennità stabilita per legge.
A questo punto i ragazzi e le ragazze manifestano forti perplessità e contrarietà. Dicono che i rappresentanti del popolo ricevono degli stipendi troppo elevati e che perciò, invece di fare gli interessi del popolo, così facendo perseguono solo i loro personali interessi. Devo faticare non poco a spiegare loro che un' indennità abbastanza elevata non è un reato, non è un furto. Dico loro che, anzi, è garanzia di indipendenza e di autonomia dei singoli parlamentari e delle assemblee legislative, per meglio porsi a servizio dell' interesse generale. Cerco di fare maturare negli studenti l' idea che l' indennità certo elevata serve per evitare il rischio gravissimo della corruzione. Sembrano un po' perplessi. Comunque mi illudo che mi vogliano concedere un po' di credito. Ma se i ragazzi e le ragazze vengono a sapere che un deputato dell' Assemblea Regionale Siciliana viene trovato con una busta in tasca frutto di concussione, allora le mie spiegazioni ai ragazzi e alla ragazze diventano parole al vento. (continua)
La Repubblica 18 marzo 2011, pag 1, sez. Palermo