sabato 15 ottobre 2011

Lettera a padre Leo, a nome della Comunità parrocchiale di Marineo


di Franco Vitali*
MARINEO. Carissimo padre Leo, le confraternite, i gruppi ecclesiastici, la Comunità parrocchiale e – ne sono certo – tutti i marinesi, ti sono vicini nel momento della morte della tua cara mamma.
Quando viene a mancare un genitore – la mamma in particolare – vola via un pezzo della nostra vita: è il momento in cui il cordone ombelicale viene veramente reciso. Riaffiorano alla mente ed al cuore i ricordi di tutta una vita, dalla infanzia, all’adolescenza, alla maturità: momenti tenerissimi la cui dolcezza, affatto attenuata dal tempo, ora riaffiora in modo struggente. Chi, come te, ha avuto il dono di una famiglia autenticamente cristiana ripercorre le tappe della propria crescita e rivisita il proprio divenire uomo: si rende conto allora di come e quanto ciò che si è oggi è il frutto dell’azione e dell’affetto che la famiglia ha donato. E ancor più, si sente il bisogno di mettere in atto il bagaglio umano e spirituale ricevuto rendendolo molla animatrice del proprio futuro. Tu poi, hai sempre riconosciuto che il seme della tua vocazione è stato piantato nella tua famiglia, da tua madre in particolare. Così oggi, in un momento difficile per un figlio, sai di dover ringraziare Dio per averti donato una madre che ti ha riempito la vita. Ormai ti conosciamo bene e sappiamo, noi comunità marinese, che noi saremo beneficiari di una ancora più impegnata azione pastorale, ravvivata, come tu stesso hai affermato, dall’insegnamento di tua madre. Abbiamo sentito tutti – sempre, anche in momenti per te molto difficili – l’affetto, la cura, l’amore che metti nel guidarci. Per questo oggi ti sentiamo come fratello, e tua mamma un po’ come la nostra. Da oggi, nella tua azione pastorale e nel tuo modo di starci vicini, ritroveremo un po’ della tua mamma.
*A nome della Comunità parrocchiale marinese