mercoledì 7 luglio 2010

Marineo, lettera aperta di Sanicola all'Assessore alla Cultura


di Onofrio Sanicola
Gentilissimo professor Cirus Rinaldi, le madri argentine nella Plaza hanno gridato al mondo la scomparsa dei propri figli. Letteralmente non ne hanno più avuto notizia. Questo fatto dolorosissimo mi ricorda un’altra scomparsa: quella del nostro assessore alla Cultura.
Dopo mesi di silenzio lo abbiamo appena intravisto al dibattito sulla mafia, portando la solidarietà del mondo accademico al controverso scrittore Umberto Santino. Lo abbiamo visto in veste operaia mentre spostava sedie e panche, lo abbiamo visto nel suo ruolo istituzionale presenziare all’incontro. Visto lì mi sono detto forse ci siamo: Rinaldi torna a casa! Sì, ma lui, come mille altri studia a Palermo, lavora a Palermo, vive a Palermo. E allora? Sa, mi permetta: io di rinaldi e orlandi me ne intendo. Io credo che l’assessore alla cultura debba essere presente. Non può abbandonare la sua gente. Chi vive di cultura ha bisogno di un riferimento. Di indicazioni. Di un progetto unitario. Valorizzare le realtà culturali di Marineo non è monopolio delle confraternite. Dai vari blog si grida ad attentati alla libertà e poi non esiste una cultura laica, quella poca che esiste viene sbeffeggiata ed emarginata. Noi vogliamo un assessore alla cultura presente, attivo, operativo. (continua)

1 commento:

Nuccio Benanti ha detto...

In effetti si tratta di un eufemismo al contrario (un'esagerazione?).