
di Piazza Marineo
MARINEO. I bambini della scuola elementare ieri hanno accolto Anita Garibaldi con recite e canti.

Nella Sicilia arcaica il pane scandiva l’esistenza umana dal primo vagito all’ultimo respiro. Ni porta pani a la casa? Massima che applicata rigorosamente interdiceva ogni miglioramento materiale, sia pubblico che privato, ma serviva a impinguare le rendite delle famiglie. Ora, se portare pane a casa significava per alcuni accumulare avidamente «roba», per moltissimi altri equivaleva a mangiare, attutire i morsi della fame, nulla di più. (leggi)
1 commento:
Anche io mi sono commossa ieri quando, vedendo quella straordinaria coreografia di bandierine tricolori agitate nell'aria dalle piccole mani dei numerosi bambini e ascoltando i canti, il mio pensiero è andato indietro di 50 anni ripescando nella mia mente il ricordo di quel lontano 25 maggio del 1960 quando bambina, come i miei alunni, ero presente alla cerimonia che ricordava il 100° anniversario del passaggio di Garibaldi a Marineo.Anche io allora, come ieri tanti bambini, ebbi la fortuna di strigere la mano di un discendente di Garibaldi.Infatti a quella crimonia era presente il nipote diretto di Garbaldi, un "omone" alto e dalla lunga barba bianca che ancora oggi è vivo nei miei ricordi.Auguro ai miei alunni e a tutti i bambini che ieri erano presenti a quella meravigliosa cerimonia di "relegare" questo evento tra i ricordi più belli della loro vita,ma soprattutto di
custodire sempre nel loro cuore il valore dell'Amor di Patria e dell'Unità e della fratellanza tra i popoli.RosaMariaD'Anna
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